ITALIA 61 PALAZZO DEL LAVORO

Le fotografie risalgono ai primi mesi del 2005 a seguito di un sopralluogo da parte del Politecnico di Torino, volto a verificare la fattibilità di un eventuale progetto di ristrutturazione per le allora imminenti Olimpiadi Invernali del 2006.

NULLA di tutto quello che sentii affermare in quei giorni fu MAI realizzato.

E’ gigantesco! Ha una struttura in cemento armato prefabbricato che permise al genio di NERVI di costruire questo immenso edificio in soli 8 mesi!!!

La sensazione non è positiva: persone capaci di pensare così IN GRANDE, sembra abbiano abbandonato per sempre la città d Torino. Lasciandoci questi enormi gusci vuoti (l’elenco è piuttosto lungo) che nessuno pare più in grado di utilizzare.

Posizionato all’ingresso della città verso il lato sud, non è proprio un messaggio  di “BENVENUTI” quello che viene rivolto ai visitatori!

Questa struttura è un grande ascensore o montacarichi! Un capolavoro d’ingegneria, un perfetto disegno architettonico oltre che un esercizio di statica per gli studenti …

Le nervature di rinforzo dei solai, utili per durare nel tempo … non 20 anni: nervature simili ne possono superare 200 senza grossi problemi!

Il degrado delle facciate protette da una gigantesca struttura metallica e del cemento armato che le sostiene, è ormai evidente.

Questo è il soffitto degli uffici: nell’angolo opposto, proprio alle mie spalle …

… parte la micidiale scaletta metallica, unico accesso al piano terrazza!!!

La botola, è posta sullo spigolo. Osservate come il coperchio metallico sia splendidamente nervato!

I giganteschi pilastri sono cavi. Da qualunque parte li osserverete rimmarrete a bocca aperta. Sorreggono una gigantesca stella in acciaio che a sua volta sorregge la porzione di soffitto. In tutto sono 24 pilastri. All’interno la scala metallica (ci fu severamente vietata) collega il tetto con il piano interrato, oltre a permettere alle acque piovane di raggiungere il suolo!

File lunghissime di corridoi collegano un numero enorme di uffici. Su tre piani. Dentro ciascun ufficio scaffali su scaffali pieni di faldoni. Io so cosa sono quei faldoni, perchè è chiaramente scritto.Volete sapere?

Qui non lo scriverò MAI!

In un luogo dedicato al LAVORO il sistema di illuminazione non poteva mica essere un semplice neon!

E questa era la vista che si poteva ammirare nel 2005, oggi (NOVEMBRE 2017) leggermente modificata a seguito della ristrutturazione del Palazzo a VELA e un paio di grattacieli sorti più recentemente.

L’ora dell’orologio è esatta almeno una volta al giorno tutti i giorni anche oggi a distanza di così tanti anni …

A poche settimane dall’arrivo del 2018 il DEGRADO dell’edificio ha raggiunto livelli imbarazzanti. Le vetrate risultano crollate, il fuoco ha distrutto gli uffici, la ruggine ha mangiato altro metallo … posso solo sperare che nell’anno nuovo i politici riusciranno nell’ardua impresa di rimettere in moto i meccanismi del “LAVORO” che hanno l’aspetto di un MALATO AGONIZZANTE (per rimanere gentili) e non, come DOVREBBE ESSERE, di un vitale insieme di persone che spinte dalla curiosità esprimono TIMORI e MERAVIGLIE di un mondo ancora tutto da inventare!!

Da Torino è tutto … se non è per me, va bene. Luigi BACCO.

7 novembre 2017