La notte delle fotografie VIVENTI

Le fotografie di questa settimana sono un esempio, anche se solo in minima parte, di come i RICORDI si deformino col passare del TEMPO nella nostra mente. Incontrando una persona in carne ed ossa sembra impossibile poterla dimenticare. Le sue espressioni, il suo modo di vestire, lo sguardo, la stretta di mano, il timbro della voce, l’odore dei vestiti o dell’alito, sono inconfondibili e riconoscibilissimi in un istante. Eppure, col passare degli anni, il ricordo di quello che era, si deforma nella nostra mente e, a volte, non sappiamo se credere a quello che vediamo o a ciò che ricordimo!

Il filtro “onde” presente nel menù deformazione di GIMP, aiuta a deformare le immagini per interventi successivi, rendendole via via sempre più irriconoscibili … questo tipo di “trasformazione” è esattamente ciò che accade ai ricordi dentro la nostra testa col passare degli anni.

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Da Torino è tutto … se non è per me, va bene. Luigi Bacco.

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6 pensieri riguardo “La notte delle fotografie VIVENTI

  1. questa tua riflessione: *** A 90 ANNI si parla di un mondo affollato, pieno di cose. Ma non si sa più come fare per incontrare qualcuna di tutte quelle persone che non ci sono più. Il mondo super affollato che conoscevamo è diventato improvvisamente VUOTO. I ricordi restituiscono immagini di persone che non hanno più odore, nè colore, nè voce.*** CARO Lù hai ragione : hai Sintetizzato in poche righe ESATTAMENTE LA REALTà di passaggio del tempo ( anni mesi giorni eventi persone che vanno non solo in senso metaforico ma anche fisico = come decesso. I nostri ricordi conservati o persi e sbiaditi . Quindi materialmente il cervello si smarrisce per qualche motivo POI effettivamente percepisci IL V U O T O esatamente così . Fine affollamenti FORSE anche assenza di ansie e patemi, paure e disperazione per qualcosa ( non si sa più bene cosa) s’è dissolto ed è svaporato. UUUUUUUUmamma!!!!!!!!!! se con tragica. Vabbè fuori è nuvoloso domani e dopo son giorni di ? meditazione per ricordare le persone passate oltre. Allora sono scusata, solamente un pochimo? Ciaooooooo ciao bye

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  2. ciao Silvia Grande Maffei, in questo periodo vige l’usanza di visitare i cimiteri, mi sembrava in tema parlare dei ricordi di quelli che non ci sono più. A me, per esempio, è successo che non riesco più a ricordare la voce di mio padre, morto quasi 10 anni fa. Periodicamente ci penso, ma niente da fare il suo particolare tono di voce non riesco più a risentirlo nelle mia testa …!

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  3. Non conosco bene i meccanismi dei ricordi : come funzionano o si disconnettono dentro al ns. cervello. UN motivo c’è sicuramente dettato da 1 ragione precisa. Sarebbe interessante rivolgere la domanda ad un luminare psicolo – psichiatra-psicoterapeuta. Magari ne verrebbe fuori qualcosa interessante ? / o devastante? Oppure meraviglioso da scoprire. Buon proseguimento 🙂

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  4. … non dimenticherò mai la sua voglia di ridere, non la risata (di mio padre intendo). Ed era una persona che rideva poco, ma quando lo faceva … e chi se lo dimentica!

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