La FRETTA

Avete notato che se scegliamo noi come decorare le pareti della casa dove viviamo o del luogo dove lavoriamo, il luogo diventa più stimolante (per noi che lo abbiamo fatto naturalmente). Eppure il “cielo” che, volenti o nolenti vediamo tutti i giorni e tutte le notti, nonostante non possiamo decorarlo a nostro piacimento, ci piace.

Ogni stagione offre una varietà di forme e colori che ci stupiscono, a volte spaventano, altre fanno trattenere il fiato o letteralmente ci fanno sognare ad occhi aperti.

E poi ci sono i periodi di siccità, come quello che stiamo vivendo a Torino in questo autunno 2021, in cui il cielo non cambia affatto. Rimane azzurrognolo grigio fosco da giorni, settimane ormai e per chissà quanto ancora. L’unica cosa che accade sono le foglie che cadono!! Persino il nuovo Sindaco appena eletto chiede ai cittadini, con tanto di titoloni sui giornali, cosa vogliamo: pensavo avesse un progetto.

Il problema è: come fare per non cadere come le foglie?

Sapete quella lenta inesorabile caduta verso il fondo che le foglie ripetono ogni anno per 6/7 settimane a partire dal mese di OTTOBRE circa (che letto al contrario fa ER-BOTTO … tutta un’altra cosa!!!). Non ho ancora imparato come fare l’er-botto in pieno autunno, come provare entusiasmo davanti alla natura che “muore”, come non riesco a stare bene in prossimità degli obitori, nelle prigioni o nei campi di concentramento trasformati in musei (abbatteteli per favore!!!). L’unica cosa che riesco a fare in questo periodo è AFFRETTARMI: con la FRETTA mi sembra di spezzare, almeno un po’, quella maledetta lenta inesorabile danza verso il basso delle foglie esauste.

Nella speranza che siano bei poster da incorniciare alle pareti rinnovate di casa nostra o del nostro ufficio, ho utilizzato il filtro “rilevamento contorni” di GIMP per scuotere la calma piatta che caratterizza il cielo sopra Torino di questo interminabile autunno.

NEXT: PARTICOLARI METALLICI

Da Torino è tutto … se non è per me, va bene. Luigi Bacco.

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5 pensieri riguardo “La FRETTA

  1. @ Lù e tuo ragionamento *** “”A volte ci si sente come se qualcosa di ENORME ci spingesse oltre quello che possiamo pensare di fare. A volte, quando non siamo spettatori, qualcosa di ENORME ci sfiora, scombussolando per sempre le nostre vite.”*** . In effetti: sempre più sovente mi ritrovo ”tuffata ” dentro ad un pensiero simile; in questi ultimi 24 mesi circa (?) ripensando agli eventi osservati, visti intorno ed anche vissuti abbracciati sì mi sono percepita scombussolata e rallentata. E non ho ancora imparato a spezzare il meccanismo. O fare in modo di non venirne troppo emotivamente coinvolta; ne vengo sempre s- travolta. Ma va bene così. GRAZIE per la interessantissima pagina dominicale. 🙂

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  2. Buongiorno Silvia Grande Maffei.
    Anche oggi qui a Torino, è stata una pacata (morente) giornata autunnale. Col vicino che suona il pianoforte malinconico, sto pensando di avviare un’impresa di demolizione di pianoforti!
    🙂

    Buona Domenica e grazie del tuo gradito commento.

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