La MADONNA dei POVERI

Si percepisce qualcosa che attira nei pressi della Chiesa Parrocchiale della “Madonna dei Poveri”, ma non è soltanto una questione di sguardo: non ci sono decorazioni, nè GRANDIOSITA’. Anzi essa è costruita in un popoloso quartiere nella periferia di Collegno in Provincia di Torino, tra Palazzoni di 10 piani, anonimi capannoni industriali e giganteschi Centri Commerciali.

Eppure ci si sente addosso, pressante come non mai, quella tipica sensazione di “casa” che si prova quando si incontra un amico di vecchia data. Ma dov’è? … che qui sono a due passi dall’inferno dove lavoro e non conosco nessuno?

Una caratteristica che hanno la maggior parte degli esseri umani, che incontro nei miei percorsi lavorativi, è quella che loro non sono interessati al prossimo, ma solo ed esclusivamente ai VANTAGGI (possibilmente economici) che possono trarre dal prossimo.

La periferia di Collegno con i suoi interminabili palazzoni è intrisa di questo atteggiamento: il maggior numero di persone residenti al minor costo possibile … e i grandi palazzoni prendono la loro tipica “POCA” forma, perchè DARE FORMA alla Materia comporta un COSTO molto ALTO che raramente si è disposti a spendere. Ci sono voluti circa 15 anni perchè i nostri telefonini cellulari diventassero quello che sono oggi partendo da uno scatolotto di plastica ben chiusa … per le CASE è necessario più tempo perchè le nostre abitazioni sono progettate per durare almeno 200 anni a meno che non succedano eventi straordinari, bombardamenti o stavate passando sul Ponte Morandi di Genova che non è durato nemmeno la metà del suo tempo!

Fotografando la particolare struttura in Cemento Armato che compone l’ossatura portante della Chiesa ricavata dentro il grande portale a forma di TRIANGOLO, tra le immagini mistiche, quelle della pietà Religiosa e quelle taglienti della convenienza economica, continuavo a cercare la “SORGENTE“.

Ma da dove viene questa sensazione di “CASA” che si respira in questa zona?

Le fotografie risalgono agli ultimi 10 giorni del mese di Aprile del 2021. Effettuate con la mia vecchia Canon EOS 80D e alcune semplicemente col cellulare (Huawei mate 20 pro) successivamente post-prodotte utilizzando le svariate ed infinite possibilità di trasformazione che offre il menù COLORI di GIMP.

NEXT: CUORI DI PALAZZONI

Da Torino è tutto … se non è per me, va bene. Luigi Bacco.

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10 pensieri riguardo “La MADONNA dei POVERI

  1. LA MADONNA DEI POVERI. E @ Bacco Lù.
    La tua foto ‘’panoramica’’ della CHIESA così come la presenti adesso è decisamente migliorata. Colorata nella sua parte laterale Non ispira più effetto cimiterino collegato. Bene. Circa la MADONNINA è davvero semplice nella sua nobile signorile semplicità senza ritocchi cosmetici; una postura dolce e rassicurante, ad effetto calmante; con il ‘’velo’’ come si addice ad una Madonna. IN effetti hai ragione non è quasi mai o forse proprio mai raffigurata con lunghi capelli; essi si deducono nascosti come fosse una suora. L’interno della chiesa ‘’nuda’: approvo come ’ l’hai colorata tu; personalmente ( dico personalmente) preferisco le ultime 2 versioni : –quella lilla violetto in basso, colori che avvolgono in un invito alla meditazione. I ‘’pilastri’’ arancio esprimono abbracci di calore e fiducia. – – L’altra versione rossa nel pavimento in basso invita a percepirsi ben radicati alla ‘terra’’ ma contemporaneamente con sfumature sfumato di azzurro e blu in uno ‘’slancio’’ ( come scrivi) verso l’alto verso l’alto del il cielo indica le aperture della mente e del pensiero.
    La tua descrizione immaginante la vita del ‘’popolo semplice ed anche UMILE lavoratore ‘’ se osservo le immagini VEDO ANCH’IO UN’ANIMAZIONE come narri. Perfetto. Lì dentro coesiste mondo contadino affiancato dalla classe operaia. Essendo la CHIESA DELLA MADDONA DEI POVERI ( magari gli uni nella fila di banchi a dex- e gli altri a sinistra?) Il mondo contadino in fondo è nelle radici in molti di noi. Mi riferisco ai ns. nonni e bis – nonni. UN tempo era la prassi (se non vantavi antenati imprenditori – o addirittura ricchi e nobili) per le gente normale, e qualunque. O no? La stufa a legna ed il caffè? Completa un capitolo da romanzo italiano; in questo caso ambientato nella prov. di TORINO. Quella che un secolo fa (immediato Dopo Guerra) Immagino, però, anziché la moka ( nata a fine ‘’anni 50’’ una bella caffettiera napoletana. Tu probabilmente non la conosci; magari l’hai solo vista come oggetto d’antichità. Era un rito da compiere nel dopo messa per un saluto prima di pranzo, presso la casa di qualche amico (a turno) e conoscente : era la SEMPLICITA’ DI UN PICCOLO PARADISO della domenica mattina, in una umile casa per socializzare e narrarsi gli aggiornamenti della settimana.
    MI fermo. Lascio momentaneamente in sospeso il resto dei tuoi pensieri scritti nel mezzo. In TEORIA AVREI DOVUTO ESSER BREVE. Scusa . HO scritto restringendo al minimo. Ma il termine minino è soggettivo. Perdonami. Però tornerò, è una minaccia. Promesso.

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  2. @ Silvia GM: su quella cosa di esser brevi, concisi, comincio a pensare sia una vera e propria astuzia … perchè poi all’Università ti devi sciroppare dei TOMI da 800 pagine come se nulla fosse e non solo uno perchè non basta mai per approfondire argomenti e argomentazioni … e quando esci da questi posti sei (ri)pieno di nozioni, ma devi comprare altri TOMONI perchè quello che ti chiedono è tutt’altro … :):):)
    Ho una caffettiera napoletana, comprata poco tempo fa, che ogni tanto usiamo. Fa un caffè molto saporito, forse ancora più forte di quello della moka, per questo la utilizzo meno frequentemente.

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  3. Percarità la mia NON memoria e faticossisima capacità di memorizzare non mi hai mai fatto azzardare . ZERO CERVELLO TARATO AL MINIMO. Un conto era imparare il senso del concetto per capirlo ma imparare date personaggi fatti precisi precisamente ? Con il cavolo. CAFFETTIERA NAPOLETANA? Vero . Contrariamente a quando si pensa con la ”napoletana” l’acqua scorreva lentamente e ”passava in mezzo” alla polvere del caffè macinato, quindi ne assorbiva tutto l’aroma; nella moka esso ”sale” velocissimo come un razzo. 🙂

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  4. Partendo dal fondo, al volo….
    -foto- porta d’ingresso blindata = saggezze umane ancora in attesa è POSSIBILE. Là invisibilmente racchiuse nel silenzio. E pensa alle ‘’confessioni’’ narrate ai preti i quali dovevano mantenere il segreto ? Quanti inenarrabili pensieri entravano da un orecchio e NON uscivano dall’altro. ( Forse).
    -Foto come la chiesa fosse ‘’stata attaccata’’ (senza successo) da un tornado. Esattamente come supponi . Originale, impressionante, per fortuna si tratta di un trucco simpaticissimo. Applauso a te ed amico gimp.
    Hai spiegato sapientemente la sensazione che emana la periferia di Collegno, che, a chi come me non la conosce assolutamente, pare di conoscerla adesso dal vero. La immagina: come fosse li personalmente. L’hai resa interessante come fosse un luogo turistico. E quella ‘’chiesetta’’ non passa più inosservata. Pensando al capitolo domenicale di Luigi Bacco. Fortunate le persone che leggono qui. Grazie. A no , aspetta: la dicitura cemento ‘’armato’’ rende la sensazione di durata eterna a tempo indeterminato. Come i ponti romani e le mura romane e tutto ciò che venne costruito dai Romani, in più di mezzo mondo, migliaia di anni fa. E sono ancora in piedi. Per lo meno quelli cascati lo hanno fatto per causa di omicidio inflitto dagli umani; non certo per suicidio per disperazione . HO finito. Ciao ciao.

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  5. Non sembra ma Collegno offre molti spunti fotografici. C’è il campo volo, alcune grosse aziende agricole, fabbriche immense abbandonate, palazzoni residenziali enormi e più di tutto c’è l’Alenia … cosa darei per fotografare i satelliti che costruiscono là dentro!!!
    Buon proseguimento di settimana. Qui a Torino è tornato il Sole e credo che presto diventerà caldo, la Primavera finalmente sta arrivando!

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