Non MORDERE quella MELA

Dentro la testa i pensieri si annodano l’uno con l’altro contorcendosi e creandone di nuovi ancora più contorti, più paurosi che sembrano prendere forme che fanno pietrificare lo stomaco. Situazioni del genere mi capitano quasi tutti i giorni lavorando in fabbrica. Un piccolo errore, passato inosservato, può scatenare vere e proprie tempeste che nella testa sono horror inenarrabili, nella realtà si possono tradurre in qualche scatola di raccorderia sbagliata che bisognerà cercare di recuperare nei modi più inaspettati, per ridurre la perdita economica … l’unico vero MOSTRO che non bisognerebbe MAI “nutrire”!

Il problema è che questo “MOSTRO” non solo è vorace, ma si nutre dei ritardi, banchetta felice se manca il materiale, si ingozza delle incomprensioni, promuove errori di battitura, adora le dimenticanze, è ghiottissimo della pigrizia, cresce nelle invidie, si moltiplica nella brama di denaro ed è insaziabile della VANITA’.

Tutte pietanze che abbondano, se non si interviene, se non si parla, se non si rompe il ghiaccio: accade che raccontando ai vari FORNITORI i grovigli contorti dei propri pensieri la conversazione DEVIA impercettibilmente dal solito “cliché” stabilito dei formalismi … e nuove forme appariranno nelle teste, meno contorte, meno aspre, meno PAUROSE, a tratti quasi buffe, a volte quasi piacevoli.

Le fotografie di questa settimana simboleggiano questo processo che si ripete inesorabile ogni giorno … la storia del lieto fine funziona solo nei film.

La prima fotografia è la (orrenda) scheda madre di un vecchio APPLE POWER MACINTOSH G5 (anno 2004!!!): da alcuni soprannominato il “cuscino”. Un groviglio indistinguibile e incomprensibile di puntini metallici e mini scatoline che misteriosamente (per i non addetti ai lavori come me) faranno fare all’apparecchio in questione i calcoli necessari per visualizzare TUTTO ciò che un computer può visualizzare. Deformità dopo deformità, contorcimenti dopo contorcimenti, tuttavia, appaiono forme che evocano altri immaginari smorzando l’iniziale contrasto e rendendo l’immagine o la situazione, carica di un sapore … inaspettatamente diverso.

Fotografia: la scheda madre dell’allora potentissimo POWER MAC G5 risalente al 2004. A quell’epoca non esisteva l’Iphone: NOKIA insieme a Sony-Ericson, Siemens, Qtek erano i BIG della telefonia mobile mondiale … Geroge W. Bush era il Presidente USA, il Papa era Giovanni Paolo II, Jacques Chirac era Presidente della Francia,  l’Inghilterra faceva parte dell’Europa, la Regina d’Inghilterra … era sempre Elisabetta II che oggi ha già ricevuto il vaccino! 

[Canon EOS 80D, tempo di esposizione 2 secondi, ISO 100. Le successive immagini sono ottenute applicando i filtri del menù FILTRI-DISTORSIONE di GIMP: “Coordinate Polari”, “Sposta”, “Caleidoscopio” ripetuti più volte  senza tornare indietro per ottenere l’effetto cercato … l’ultima immagine … !]

… sul retro della scheda madre si trova la scritta “made in China” …

 

Fotografia: … e così dopo trasformazioni, rimaneggiamenti, stravolgimenti, ri-compare la MELA MACINTOSH … finalmente senza quel MALEDETTO MORSO e mangiatela tutta piuttosto!

L’ormai leggendario Steve Jobs, il vecchio guru che da giovane inventò il Computer Macintosh, descriveva i suoi apparecchi come oggetti fantastici che ci avrebbero resi LIBERI da tutti i nostri problemi: con i suoi indimenticabili “never seen before“, “tremendous power” vari “BUM BUM BUM” che era il suo modo per esprimere velocità di utilizzo e l’immancabile “one more thing” l’acquisto del nuovo Mac era automatico! Seguendo questi sentimenti il MOSTRO della “perdita economica” è ingrassato mangiandomi più volte (loro sono ricchissimi!!) perchè non sono mai riuscito ad utilizzarli … forse bisognerà attendere la fine della Pandemia perchè, in genere, è soltanto dopo eventi catastrofici come questi che si assiste alla “liberazione” di cui probabilmente parlava il giovane Steve Jobs!

NEXT: i negozi di Torino, i NEGOZI di Torino

Da Torino è tutto … se non è per me, va beneLuigi Bacco.

Il FOTO-LIBRO di Bacco Lù e le storie di Luigi FATTAPPOSTA

4 pensieri riguardo “Non MORDERE quella MELA

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