I COLORI della MOVIDA

Al calare della sera, la città comincia a confondersi, le luci si mischiano gli edifici sembrano vorticare. Ma attenzione alle PAROLE: non vi venga in mente di dire, (neanche di pensare) la “FEBBRE DEL SABATO SERA” a Torino!!! Sparirebbero tutti lasciando i bicchieri pieni sui tavolini … mezzi pieni il tempo di un sorso prima di scappare lo troverebbero.

La Polizia è ben schierata per le strade, fanno proprio paura, armati sino ai denti, ma a chi devono sparare?

Le strade si riempiono, ma non è il traffico comunque caotico per tutta la serata che mi attrae. E’ il rumore delle voci! Le persone si parlano!! Ridono di gusto, il suono delle voci sfilaccia le “SOLITUDINI” residue, quelle più tenaci capaci di produrre la migliore bile verde che si possa desiderare. E’ così che inizia il sabato sera Torinese, tra aperitivi e ristoranti FINALMENTE pieni di gente che si ingozza ridendo a crepa pelle per il filmino sul telefonino che improvvisamente diventa meno interessante della persona con la quale si può parlare, scherzare, ridere, forse addirittura sfiorarla con una tocco sulla spalla che vale 10 abbracci …

 

Fotografie: Canon EOS 80D, immagini post prodotte utilizzando i filtri “coordinate polari” e “sfericizza” di GIMP.

Fotografie: la centralissima Via PO ripresa la sera del 13 giugno 2020, finalmente stra piena di traffico, senza neanche l’ombra di un parcheggio libero, con i portici pieni di gente che a gruppi si spostano senza smettere di parlare e le mille voci provenienti dai locali (quasi) TUTTI APERTI sono così coinvolgenti che sembra di vedere le rigide architetture passate muoversi anche loro al ritmo incalzante delle note di una canzone lontana.

Che SOLLIEVO vedere tutto questo. Forse la “solitudine” tornerà: fucina inesauribile di invidie profonde, cucina perversa di vendette mentali, ma sarà sicuramente indebolita da tutto il “movimento” serale, vibrante, tonificante come una lunga passeggiata in buona compagnia. Indebolita da tutte quelle cose che le persone sono capaci di scambiarsi per il solo fatto che stanno vicine, come brividi di schiena, pelle d’oca sulle braccia e quegli indescrivibili “guizzi” che ti fanno muovere le guance e allargare gli occhi in un SORRISO capace di perdurare nella memoria altrui come se fosse scolpito nella roccia!

E poi, rimangono solo le luci di “cortesia”, quelle che non si possono spegnere per evitare il panico del buio che non è vero che spaventa solo i bambini e tutto torna fermo in silenziosa attesa che il più presto possibile, si possa ricominciare.

NEXT: la nuova MOSTRA FOTOGRAFICA DI BACCO LU’

Da Torino è tutto … se non è per me, va bene. Luigi Bacco.

 

10 pensieri riguardo “I COLORI della MOVIDA

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